#02 Inside Money: economia del debito.

Aprile 20, 2024 Roberto

Per comprendere il concetto di inside money è necessario partire da una nozione fondamentale: credito e debito non sono concetti separati, ma due facce della stessa medaglia, e costituiscono il motore della nostra economia moderna

Prima di spiegarlo, un dato per farvi capire l’importanza di padroneggiare il concetto:

oltre il 70% di quello che tu credi sia moneta in realtà è debito. (Dire credito o debito è la stessa cosa: se io ti prestassi 10€, io sono il creditore tu il debitore).

L’ultima volta parlavamo di M0 (base monetaria/riserve), è ovvio che questo non sia l’unico aggregato monetario presente. Anche perché.. vi avevo detto che la base monetaria è la moneta dei potenti e che questa moneta noi non la tocchiamo se non quando essa è convertita in circolante.

Oggi introdurremo fondamentalmente M1.

“Roberto. Rieccoci!! Ma quanti M ci sono? M0, M1, M2… 😅”

Teoricamente quanti ne vogliamo, con la consapevolezza che quanto più ci allontaniamo da M0 tanto più ci allontaniamo dalla “liquidità” della base monetaria. In linea teorica potrei creare M-diRoberto in qui emetto una qualche forma di credito collaterizzato da euro stessi contro termine. (andiamo avanti…).

“Ma praticamente sto credito cos’è? La stai a fá complicata. Io vado in banca e le banche mi prestano dei soldi intermediando risparmio, è corretto?”

Non proprio. Questa è una storiella che circola nelle università a carattere endogeno e\o marginalista; alcuni dicono “che siccome è solo un numero, lo possiamo cancellare” 🥲: vedilo qui).

Facciamo un reductio ad absurdum per smontare il ragionamento:

a tirare la domanda aggregata sono gli investimenti. Gli investimenti secondo questo ragionamento possono essere fatti solo raccogliendo risparmi (circolo di intermediazione tra soggetti in plusvalore e quelli in deficit).

Ora facciamo che io sono un forte risparmiatore – ma Italiano. Da buon Italiano, preferisco tenere i miei risparmi – facciamo 10.000€ – sotto al materasso. Cosa succede alla domanda aggregata? Secondo questa visione di “intermediazione necessaria” tra risparmi-investimenti il mercato perderà 10.000€ in investimenti sopprimendo gli investimenti in primis e domanda aggregata dopo.

Se aggiungiamo a questo il fatto che ad avere una alta propensione al risparmio siano le classe più ambienti, immaginate quanto facilmente l’economia potrebbe stagnare o entrare addirittura in territorio deflattivo, creando e lasciando molto potere a poche famiglie (le più abbienti).

In realtà una banca non ha bisogno di accumulare risparmio per creare credito.

Essa infatti può creare moneta letteralmente “from the tiny air” (dall’aria fresca). Ma come fa? Creando moneta scritturale ✍️, alias Inside Money 💵.

Inside money = moneta privata, emessa e di proprietà di banca commerciale X.

A livello macro questa prende il nome di spesa autonoma, proprio perché autonomamente crea potere d’acquisto (from the tiny air).

Coincide con l’ aggregato M1, che oltre la M0 include i depositi bancari. Quelli a vista praticamente – che hanno e devono avere facile liquidità.

Facciamo un esempio:

Vado in banca perché voglio comprarmi una casa (il mattone è il miglior investimento per gli italiani 🇮🇹 ITALIA S’È DESTA).

“Che casetta te compri Robbe?”

Facciamo che servono 300K. La voglio non in una zona chic (per risparmiare) ma con giardino grande e piscina esterna magari riscaldata. Ok?

Il banchiere dopo avere fatto il KYC decide di concedermi il credito (io divento debitore).

Dopo l’accredito, nel bilancio della banca succede questo:

Dal lato degli attivi +300.000 (il mio prestito è un attivo perché la banca, a meno che non gli darò buca ricaverà capitale + interesse)

Dal lato del passivo +300.000 (è anche un passivo avendomeli accreditati sul mio c/c; per la banca ci sarà poi un probabile Cashout —> io invierò i soldi al proprietario per acquistare la casa)

Ora attenzione, perché qui si separa la superficie dalla struttura. Quando io mobilito i 300.000 euro presenti sul mio conto corrente, sto muovendo M1, cioè moneta bancaria. Una moneta che nasce nei bilanci delle banche commerciali e che può essere espansa con una certa elasticità — secondo regole precise, che affronteremo quando parlerò del moltiplicatore del credito. Ma nel momento in cui devo pagare una casa, e il mio conto è in UniCredit mentre quello del venditore è in Intesa Sanpaolo, la narrazione cambia. Quel pagamento non può essere regolato in M1. UniCredit, per chiudere l’operazione, deve trasferire riserve. Non promesse. Non scritture interne. Riserve. Il regolamento avviene nel circuito interbancario — o, se necessario, direttamente attraverso la banca centrale. È lì che si chiude il conto. Questo è il punto che molti non colgono: la moneta bancaria vive dentro la banca che l’ha creata; quando il pagamento attraversa il confine tra istituti diversi, entra in gioco la moneta che conta davvero. Le riserve.

Va da sé che le Riserve (M0) costituendo parte della base monetaria e non potendo essere creata dal nulla da una banca commerciale (Tiny air di M1, ricordi?) è in un certo senso “limitata” rispetto alla M1.

Unicredit in questo caso perderà delle SUE riserve per emettere il bonifico a Intesa che vedrà invece accrescere le riserve di 300k.

Per essere precisi durante la giornata non avverrà solo la mia transazione ovviamente, quindi è probabile che il saldo finale delle riserve a fine giornata sarà diverso di solo 300k di differenza.

Si deduce che mobilitando le proprie riserve le banche hanno sempre bisogno di attirare soldi e quindi anche avere clienti che paghino commissioni, altrimenti alle fine avranno le proprie riserve prosciugate e falliranno.

“Roberto… ma se questi possono creare moneta scritturale dal nulla come fanno a fallire?”

Come detto pocanzi, mobilitando le riserve per i pagamenti le banche prosciugano le riserve che non sono infinite.. per questo devono attirare nuovi depositi.

Bada bene che nel momento che ho i miei 300k sul conto per comprare la casa o qualsiasi altra cosa (anche un iphone), fin quando ce l’ho sul conto quella è moneta scritturale.

Ora: puo’ succedere che la banca si ritrovi a corto di riserve ma che sia comunque solvente. Di solito quando succede la banca chiede soldi in prestito ad altre banche sull’interbancario con dei prestiti a più o meno breve durata (Intraday/ Daylight Loan 💸) …o in casi estremi esiste uno sportello marginale presso la BCE chiamato MLF (Marginal Lending Facility) .

“Uno sportello di ultima instanza, Roberto?“

Esatto, uno sportello d’emergenza. Sei in gamba! Ora ti anticipo io invece…

A che tasso di interesse vengono fatti questi prestiti? Qui andrebbe introdotto il “Corridoio dei tassi”.

Signori e signore, stiamo per entrare nel core 🫀 del mercato interbancario e monetario.

Lo farò nel prossimo articolo.

A presto
Roberto